RISULTATI STIR

Campione d’indagine

4564 giovani provenienti da Bulgaria, Cipro, Inghilterra, Italia e Norvegia di età compresa tra i 13 e i 17 anni hanno preso parte all’indagine.
La maggior parte (72%, numero= 3277) ha detto di avere un ragazzo o una ragazza. La quota più consistente (96%) ha avuto un partner di sesso opposto e il 4% un partner dello stesso sesso.

Violenza Emotiva Online

Il 40% dei giovani che avevano avuto un partner ha detto di aver subìto qualche forma di violenza online.
Atteggiamento di controllo (“controllare con chi puoi essere”) e sorveglianza (’“essere costantemente controllati”) sono risultate le esperienze più comuni.
La violenza online consisteva nell’utilizzo di un cellulare, computer o tablet da parte dei partner per:

  • Fare critiche o inviare messaggi spiacevoli
  • Postare messaggi spiacevoli visibili agli altri
  • Inviare messaggi minacciosi
  • Cercare di controllare gli incontri del partner con gli amici o dove andasse
  • Controllare costantemente cosa stesse facendo il partner o chi avesse incontrato

Violenza emotiva di presenza

Nei cinque paesi tra il 31% e il 59% delle ragazze e tra il 19% e il 41% dei ragazzi ha detto di aver avuto a che fare con questo tipo di atteggiamento da parte del loro partner, subendo:

  • Critiche spiacevoli
  • Urla o nomignoli
  • Commenti negativi sull’aspetto fisico, sul proprio corpo, sugli amici o sulla famiglia
  • Minacce fisiche

Violenza Fisica

In ogni paese tra il 9% e il 22% delle ragazze e tra l’8% e il 15% dei ragazzi hanno subìto forme di violenza fisica da parte del partner.
Fra queste:

  • L’utilizzo della forza fisica per dare schiaffi, spingere, colpire o bloccare a terra il partner
  • Utilizzo della forza fisica in maniera più grave per dare pugni, strangolare e colpire anche con oggetti

Pochi giovani hanno detto di aver subito forme di violenza grave

Violenza Sessuale

Tra il 17% e il 41% delle ragazze e tra il 9% e il 25% dei ragazzi hanno denunciato di aver subito violenza sessuale.
Nella maggior parte dei casi, si è trattato di pressioni più che di un’effettiva costrizione fisica.
Le pressioni riguardavano: “toccare le parti intime, rapporti sessuali o altre pratiche di carattere sessuale”.

Tutti i tipi di violenza

Mettendo insieme tutte le risposte emerge che in ogni paese tra il 53% e il 66% delle ragazze e tra il 32% e il 69% dei ragazzi hanno affermato di aver subito almeno una forma di violenza.
La percentuale di ragazze che hanno subito violenza era omogenea in tutti i paesi, ma in Inghilterra e in Italia si registrano i livelli più alti.
Per i ragazzi le percentuali variavano: in Italia si registrano i livelli più alti, mentre in Inghilterra e in Norvegia quelli più bassi.

Impatto della violenza

Le ragazze denunciano un impatto esclusivamente negativo molto più dei ragazzi.
Tale impatto le portava a sentirsi arrabbiate; spaventate; imbarazzate; infelici; umiliate; star male con se stesse; sentirsi arrabbiate; irritate e turbate.
Nel caso dei ragazzi si registra invece un impatto positivo o nessun effetto; si sentivano amati, bene con se stessi; desiderati; protetti; hanno pensato che fosse divertente e “innocuo”.
La differenza d’impatto emerge in modo particolare nel caso della violenza sessuale: l’81%-96% delle ragazze ha denunciato un impatto esclusivamente negativo, mentre il 25%-40% dei ragazzi ha denunciato un impatto negativo.
Pertanto, sembra che le ragazze risentano dell’impatto di questo tipo di esperienze sulle loro vite in maniera molto più negativa rispetto ai ragazzi.

Inviare e ricevere immagini di carattere sessuale dal partner

Nei cinque paesi, tra il 6% e il 44% delle ragazze e tra il 15% e il 32% dei ragazzi hanno affermato di aver inviato un’immagine o un messaggio a sfondo sessuale.
Tra il 9% e il 42% delle ragazze e tra il 9% e il 13% dei ragazzi hanno detto che il loro partner ha condiviso con altre persone un loro messaggio.
A Cipro, soltanto un giovane ha detto che il suo messaggio è stato condiviso dal suo partner con altre persone.
Una percentuale di ragazze compresa fra il 13% e il 59% ha affermato che il fatto di inviare un’immagine o un messaggio di tipo sessuale ha avuto un impatto negativo su di loro.
Una percentuale compresa fra il 9% e il 25% dei ragazzi ha affermato lo stesso.

Ricerca di aiuto

Per tutte le forme di violenza, i giovani che l’hanno subita, ne parlano di solito con amici oppure con nessuno.
Solo pochi lo hanno detto ad un adulto, ad esempio genitori o professionisti come un insegnante, tuttavia alcuni giovani che abbiamo intervistato hanno detto che questo li ha aiutati:

‘Di solito parliamo con i nostri amici.
Ma se hai un buon rapporto con i tuoi genitori puoi anche andare da loro o contattare un parente di cui ti fidi o che ti capisce […] o andare da qualcuno che è più grande, che ha più esperienza, che può consigliarti.
Poi sta a te decidere se seguire quel consiglio o meno ’

‘Ho pensato fosse meglio dirlo a un insegnante piuttosto che stare seduto qui da solo, a ricevere un messaggio dopo l’altro.
….ho fatto un patto con l’insegnante: se la situazione diventa troppo difficile, se ho bisogno di stare un po’ da solo, posso uscire dall’aula per mezz’ora, fare una passeggiata, prendere un po’ d’aria, pensare un po’, e questo mi è stato molto d’aiuto.’